Posted on: 20 Agosto 2021 Posted by: Fabio Comments: 0

Benvenuto. Ti presento «Aurora» del pittore surrealista Salvador Dalì, del 1948.

«Se un uovo viene rotto da una forza esterna, la vita finisce. Se un uovo viene rotto da una forza interna, una vita inizia. Le grandi cose iniziano sempre da dentro».

Al centro un enorme uovo occupa quasi tutta la scena. Nell’arte l’uovo viene associato alla rappresentazione della vita e del suo ciclo e, nella religione cristiana alla rinascita e resurrezione di Cristo. Nelle opere di Dalì ricorre spesso, oggetto semplice che per l’artista rappresenta la vita intrauterina, vita che rinasce dalla vita stessa, richiama l’infanzia ed è simbolo di amore. Inoltre simboleggia la possibilità di diventare qualcos’altro, di evolversi. L’uovo è spaccato e si vede il tuorlo che diventa un sole, i cui raggi rischiarano le nuvole del cielo e il contesto del dipinto. Il sole sembra sorgere dal mare, preannuncia una giornata luminosa. Un futuro luminoso si basa sempre su un passato nero superato.

C’è una battaglia tra tuorlo e guscio, luce e tenebre. Le due metà del guscio sono tenute da grosse impalcature, simili a ragnatele che imprigionano. Sopra di esse vari personaggi al lavoro rappresentano chi si oppone alla luce, alla vita e opera per tenere in piedi le strutture di male.  

Nella tua vita prova a scoprire il sole che genera nuove possibilità, che spacca i gusci che ti isolano e non ti permettono di vivere in pienezza. Chi può essere colui che ti aiuta a spezzare le tenebre del male e della morte? L’opera di Dalì infonde speranza perché ti suggerisce che il male non è più l’ultima parola. C’è un Sole che aspetta il tuo consenso per spargere luce nella tua vita. E non solo, perchè il sole oltre a illuminare, riscalda, nutre, ti dona ciò che necessiti per vivere ed essere felice. In primo piano un uomo lascia la barca e si avvia verso la terra ferma. Può affrontare la vita che lo attende con determinazione, ha il sole alle spalle che lo illumina e sostiene. È libero dai fantasmi del passato, allusi dal mare che nell’arte ha sempre una connotazione negativa, in quanto insidioso, mutevole, pericoloso. Il surrealista Dalì sa che i peggiori fantasmi l’uomo li porta dentro, e spesso deve intraprendere una lotta titanica contro di essi. Il presente è molto più figlio del passato che del futuro. I fantasmi risorgono continuamente e non ti permettono di vivere. A volte passano gli anni e rimani invischiato nel tuo passato. Un immagine negativa che hai di te che viene dai primi anni della vita può essere nociva per un’esistenza soddisfacente. È terribile vivere con la sensazione di non essere amati. Talvolta vivi con l’angoscia che gli altri vedano solo il brutto che c’è in te e questo sguardo è insopportabile. Quest’ansia a volte ti spinge a fuggire in un mondo falso, fatto di sogni e fantasie, perché è più confortevole. Ma quando ritorni nel mondo reale è un inferno, ti senti frustrato, rifiutato, escluso. Credo che alcune forme di malattie diffuse oggi siano una difesa da questa angoscia. Per uscire da tutto questo c’è bisogno di una mano tesa, uno sguardo, un volto. In altre parole un Sole che ti aiuti a ritrovare fiducia, stima, un’immagine positiva di te stessa e che ti sussurri all’orecchio: «Tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo. Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa. Io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore». Nel fondo al cuore, più in fondo di ogni ferita, tutti abbiamo un bambino che cerca tenerezza e attenzione. A te il compito decisivo di cercare il Sole che colmi questo bisogno vitale! Grazie per la tua attenzione. 

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